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Lingua Inglese

“Ai bambini non si insegna una lingua straniera: li si guida nella scoperta del fenomeno linguistico attraverso il contatto con varie lingue e poi si muove all’accostamento a una lingua straniera.”
(Paolo Balboni)

 

Partendo da un’analisi delle diverse disposizioni ed iniziative sull’insegnamento della lingua straniera nella scuola, emerge con chiarezza che comunicare in una lingua altra rispetto alla lingua materna rappresenta il primo passo verso la costruzione di una cittadinanza europea. La lingua, infatti, è la via privilegiata sul piano formativo, poiché è il veicolo più diretto per l’accesso alla cultura di un altro popolo; per questa ragione è indispensabile garantire lo studio di una lingua straniera in ogni ordine e grado di scolarità ed offrire a tutti l’insegnamento facoltativo di una seconda lingua straniera. 

Le motivazioni che inducono ad essere favorevoli all’introduzione precoce della lingua inglese nella scuola dell’Infanzia sono di ordine socio psicologico: i bambini sono in un’età in cui l’apertura e l’attitudine verso nuovi apprendimenti sono nel pieno delle potenzialità, i centri cerebrali che presiedono all’acquisizione della parola e alle abilità fonatorie sono in espansione. Altrettanto significativi sono l’estrema facilità a memorizzare, la curiosità verso le novità e le inibizioni psicologiche ridotte al minimo. Alcuni studiosi sostengono inoltre che l’acquisizione di una seconda lingua a poca distanza di tempo dall’acquisizione della propria, consente di rinforzarne l’assimilazione. Nel bambino lo sviluppo della comprensione e della percezione uditiva sono inscindibili ed è per questo motivo che l’ascolto e la ripetizione di parole significative lo aiuta ad assimilare quasi meccanicamente la lingua straniera.
L’apprendimento di un’altra lingua riveste quindi, un ruolo fondamentale nella formazione dell’individuo, perché permette l’acquisizione di strumenti per un confronto diretto tra la propria cultura e le altre, permette di passare dalla sfera del proprio sé e del proprio ambiente alla sfera dell’altro e di tutti gli aspetti culturali che ne connotano la diversità. E’ evidente che occorre dare sostegno alla scuola fornendo buoni strumenti metodologici propri per l’età dei bambini e adeguate conoscenze linguistiche agli insegnanti, sensibilizzando i genitori all’apprendimento delle lingue straniere in età precoce e motivando i bambini ad apprendere una nuova lingua.

Il progetto ha lo scopo di voler avvicinare i bambini ad altre culture attraverso la conoscenza di una lingua straniera, poiché in una realtà multietnica come la nostra, in cui conoscere altre culture e popoli è ormai esperienza comune, il bisogno dei bambini è quello di avvicinarsi ad esse attraverso l’apprendimento precoce di una lingua straniera, favorire un primo avvicinamento, accostamento alla lingua straniera. Nella elaborazione del progetto la produzione verbale spontanea non è un’aspettativa attesa, in quanto la mancanza di produzione è una conferma che l’acquisizione linguistica passa attraverso un filtro affettivo che deve rispettare i periodi di latenza e la proporzione tra quantità di esposizione alla lingua e tempi della produzione spontanea.
Ciò pone in rilievo l’importanza di offrire ai bambini occasioni differenti per sperimentare le loro capacità linguistiche. In questo senso sembra importante sottolineare che l’esperienza dovrebbe partire dalle situazioni che caratterizzano la vita dei bambini nella scuola, in cui l’insegnante di lingua sia anche l’insegnante di sezione, a contatto con essi anche all’infuori dei momenti finalizzati e strutturati.